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Mercoledì 14 febbraio ore 21.00

 

NELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI

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Ingresso unico: €. 5,00

Abbonamento 5 film a scelta: € 20,00

(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018)

 

Durata 134′

Genere COMMEDIA, MUSICALE, THRILLER

Regia: Manetti Bros. (Antonio Manetti), Manetti Bros. (Marco Manetti), Michelangelo La Neve

Attori: Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso, Raiz, Franco Ricciardi

 

TRAMA

Napoli. Ciro è un temuto killer. Insieme a Rosario è una delle due “tigri” al servizio di don Vincenzo, “o’ re do pesce”, e della sua astuta moglie, donna Maria. Fatima è una sognatrice, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti, ma destinati a incontrarsi, di nuovo. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono, l’uno nell’altra, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c’è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Nessuno può fermare l’amore. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

 

 

FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA; REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT): FOCCHI S.P.A., ESSEQUAMVIDERI SRL; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO E LA COLLABORAZIONE DI FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA.

COREOGRAFIE: LUCA TOMMASSINI.

 

CRITICA

“Nato come transgender, mescolando la napoletanità della malavita al musical al mélo in perfetta sintesi, il (…) film dei Manetti, il miglior titolo italiano di Venezia, conquista per lo spirito con cui aprono, coi tempi di un film vero, pagine inedite su un cinema italiano morto di inerzia. (…) bravissimo Giampaolo Morelli. Al netto di qualche lungaggine il film è immaginifico quanto basta per ricreare generi sepolti ma che tornano in un contesto di rielaborazione divertentissimo.” (Maurizio Porro, ‘Corriere della Sera’, 5 ottobre 2017)

“‘Ammore e malavita’ è un talentuoso ibrido di sceneggiata napoletana e musical all’americana (il palcoscenico è la strada). (…) Di nuovo nella città partenopea, i romani Manetti Bros mostrano di saperne cogliere l’anima e i sapori mischiando realismo, sogno, citazioni cinematografiche.” (Roberto Nepoti, ‘La Repubblica’, 5 ottobre 2017)

“Già noti a chi li segue, tra alti (‘L’arrivo di Wang’) e bassi (‘Piano 17’), i Manetti Bros strappano la fumata bianca: ‘Habemus musical’. (…) Panoramiche su Napoli come New York, qualche caduta dei tempi action, qualche scarto di verosimiglianza e una costante, gagliarda, fiducia nel mix gangster sceneggiata e canzoni (Pivio-De Scalzi) con exploit corali e lead centrati (formidabile Serena Rossi nel divertente adattamento di ‘What a Feeling’ da ‘Flashdance’). I Manetti, potenziando il precedente ‘Song’e Napule’, trovano la quadra di un cinema vitalistico del Golfo capace di salvarci dalle ormai sature gomorre seriali. Felice ‘genere’ a tutti.” (Silvio Danese, ‘Nazione-Carlino-Giorno’, 5 ottobre 2017)

“(…) un film da non perdere. (…) Claudia Gerini donna del boss estremamente cinefila e il solito Carlo Buccirosso preciso come un raggio laser nella sua comica amarezza in doppio ruolo (…). Ma in cima alla torta ci sono loro: Rossi e Morelli. E’ la seconda volta che li vediamo dominare per fascino, talento e simpatia una pellicola dei Manetti Bros. dopo ‘Song’e Napule’. Un difetto? La durata, soprattutto in relazione a una parentesi newyorchese piuttosto stanca. Ma i Manetti se sbagliano lo fanno per generosità e voglia di coccolarci dopo che tra i fratelli romani e Napoli è scattato un vero e proprio colpo di fulmine capace di renderli due cineasti ancora più appassionati. Commedia musicale (gradevoli le 15 canzoni di un ispirato Nelson) prova di una loro ormai costante crescita artistica.” (Francesco Alò, ‘Il Messaggero’, 5 ottobre 2017)