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MERCOLEDI’ 22 GENNAIO – ORE 10.00

Produzione: Giallo Mare Minimal Teatro

Drammaturgia, testo e regia: Vania Pucci

Con: Vania Pucci e Adriana Zamboni

Luci e allestimento: Lucio Diana

Età: dai 3 ai 6 anni

Tecnica: teatro d’attore,e di immagini

Durata: 55 minuti

Perché i bambini devono sempre andare a letto anche se non hanno sonno? Perché esiste la notte e il giorno? Perché non si può parlare sott’acqua? Cos’è l’aria? Cosa c’è oltre il cielo? L’elenco potrebbe continuare all’infinito, come infinite sembrano essere le curiosità che i bambini vorrebbero soddisfatte, ad ogni perché ne segue un altro e un altro ancora. E allora agli adulti non rimane che “spiegare” questo mondo fin dalla sua nascita, da quando si è tanto piccoli “da stare in una mano”. L’attrice Vania Pucci narra il perché del giorno, della notte, delle stelle, del cielo, dell’acqua, dell’aria, della terra … affacciandosi dalla lavagna luminosa che l’accompagna, con le immagini di Adriana Zamboni, nel racconto di questi grandi “eventi”. La parola, il gesto e il segno si incontrano per realizzare una storia “fantastica”, ma allo stesso tempo molto reale, per tutti color che si affacciano con curiosità al mondo.

GIALLO MARE MINIMAL TEATRO

“Giallo Mare Minimal Teatro , compagnia di teatro-ragazzi di Empoli tra le più innovative dell’ultima generazione. Ha progettato percorsi per una diversa dimensione del tempo e dello spazio […] (dal Dizionario dello spettacolo) Il Giallo Mare Minimal Teatro fin dalla sua costituzione ha realizzato un costante percorso di ricerca drammaturgica e scenica incentrata sul recupero di alcuni particolari aspetti della tradizione teatrale e su una originale rilettura della tradizione con gli strumenti della contemporaneità . Pur essendo il nucleo artistico che ha fondato la compagnia tuttora presente alla guida della struttura, Renzo Boldrini e Vania Pucci, il Giallo Mare Minimal Teatro si è sempre caratterizzato per la sua capacità di essere un punto di partenza o di coagulo di progetti (Teatro di Appuntamento, Progetto Teleracconto) che hanno visto la compagnia essere scena d’incontro fra artisti che provengono sia dal mondo del Teatro che da svariate discipline comunicative, quali le Arti plastiche e visive, la scena elettronica, il mondo del video e della musica. Incontri, segni, stimoli, pratiche mai considerate come percorsi paralleli, ma tracce, idee che aiutassero la compagnia a moltiplicare le proprie capacità di visionari della scena: Multiscena è il neologismo con cui, ormai da alcuni anni la compagnia ha battezzato questo percorso di lavoro.