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DA VENERDI’ 8 A LUNEDI’ 11 SETTEMBRE

Venerdì: ore 21.00

Sabato: ore 20.30 e 22.30

Domenica: ore 17.00, 19.00 e 21.00

Lunedì: ore 21.00

Regia: Cristopher Nolan

Durata: 106′

Genere: AZIONE, DRAMMATICO, STORICO

Attori: Fionn Whitehead , Tom Glynn-Carney , Jack Lowden , Harry Styles

TRAMA

Seconda Guerra Mondiale. Centinaia di migliaia di truppe britanniche e alleate sono circondate dalle forze nemiche. Intrappolati sulla spiaggia, con le spalle al mare, i soldati si trovano ad affrontare una situazione impossibile con l’avvicinarsi del nemico. La storia si sviluppa tra terra, mare ed aria. Gli Spitfire della RAF si sfidano col nemico in cielo aperto sopra la Manica in difesa degli uomini intrappolati a terra. Nel frattempo, centinaia di piccole imbarcazioni capitanate da militari e civili tentano un disperato salvataggio, mettendo a rischio le proprie vite in una corsa contro il tempo per salvare anche solo una piccola parte del proprio esercito.

Recensioni:

“Nolan è strepitoso nell’incatenare gli spettatori, su quella riva, insieme al suoi eroi «perdenti», a legarli emotivamente a loro, in un viaggio dei sensi emotivamente toccante.” (Maurizio Acerbi, ‘Il Giornale’, 29 agosto 2017)

“Nessun regista riesce a giocare con il tempo e lo spazio con la visionaria disinvoltura di Christopher Nolan, manipolandoli al punto da far convivere in uno stesso racconto linee temporali e piani narrativi diversi. Lo aveva fatto con ‘Memento’, rimescolando la labile memoria del protagonista, quindi con ‘Inception’, catapultando i personaggi in un mondo in cui sogno e realtà si fondevano creando una dimensione sconosciuta, e poi con’ Interstellar’, dove l’eroe si lanciava con la sua navetta in un buco nero alla ricerca di quella crepa spaziotemporale attraverso la quale salvare la Terra dall’autodistruzione. I risultati erano stati decisamente affascinanti – l’irreale rende possibili artifici narrativi anche estremi – ma non sempre convincenti, forse perché troppo ambiziosi. Tuttavia con (…) ‘Dunkirk’, Nolan ha accettato la sfida di cimentarsi per la prima con una storia vera, accaduta nel corso della seconda guerra mondiale. E ha affrontato la prova senza rinnegare il suo cinema, fatto di chiavi di lettura e punti di vista inusuali. Del resto non ci si poteva attendere altro dal regista che è riuscito anche nell’impresa di ridare vita all’asfittico mondo fantastico di Batman con l’originale trilogia de ‘Il Cavaliere oscuro’.(…) Nolan costruisce il film assemblando le scene come fossero il meccanismo di un orologio; lo stesso il cui costante ticchettio scandisce il tempo che trascorre inesorabile per i soldati impauriti in attesa della salvezza. Un meccanismo narrativo che per funzionare deve essere perfetto, o quasi. Cosa non facile, visto che il regista sceglie di ricostruire la storia sovrapponendo appunto luoghi e tempi diversi (…). Ma il gioco riesce. Grazie anche alla scelta di raccontare questi eventi attraverso lo sguardo di un pugno di personaggi (…). Tutti eroi, ciascuno a modo suo. Campioni di sopravvivenza, ma anche di coraggioso altruismo. Le loro piccole storie personali s’intrecciano con la dimensione epica del momento. Come in tutti i film di Nolan, allo spettatore viene chiesto uno sforzo di attenzione, anche se stavolta la costruzione narrativa, fatta di continui rimandi e incastri temporali, appare meno complessa che in altre sue pellicole. E come i personaggi, anch’egli viene catapultato in un mondo claustrofobico, in balia di un nemico spersonalizzato, che quasi mai si vede ma che incombe minaccioso. Il regista non ha bisogno di ricorrere a fiumi di sangue per afferrare alla gola chi guarda: gli basta inchiodarlo per 106 minuti su quel molo stretto e soffocante, su quella spiaggia indifesa, così come tra le opprimenti paratie di ferro di una nave che affonda o nell’angusto abitacolo di uno Spitfire. Insomma, al regista non servono il realismo esasperato e ricco di effetti speciali de ‘Salvate il soldato Ryan’ di Spielberg o de ‘La battaglia di Hacksaw Ridge’ di Gibson. Preferisce servirsi di una sorta di realtà aumentata, che fa leva sulla sensorialità, attraverso l’uso della tecnologia Imax con pellicola da 65mm, un montaggio a incastri, a una fotografia rigorosa e a una colonna sonora martellante, composta da Hans Zimmer, che assolve un compito narrativo rilevante e a tratti persino soverchiante. Dunkirk è un grandioso film di guerra, l’opera migliore di Nolan. In molti hanno parlato di capolavoro. Sicuramente lascerà un segno nella storia del cinema di genere.” (Gaetano Vallini, ‘L’Osservatore Romano’, 29 agosto 2017)