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DA VENERDI’ 29 NOVEMBRE A LUNEDI’ 9 DICEMBRE + 25 E 26 POMERIGGIO

Venerdì 29: ore 21.00

Sabato 30: ore 16.30, 18.45 e 21.00

Domenica 1: ore 16.30, 18.45 e 21.00

Lunedì 2: ore 21.00

Venerdì 6: ore 21.00 PROIEZIONE IN INGLESE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO –  5€ 

Sabato 7: ore 16.30, 18.45 e 21.00

Domenica 8: ore 16.30, 18.45 e 21.00

Lunedì 9: ore 21.00

 

Mercoledì 25: ore 16.00

Giovedì 26: ore 16.00

Genere:Animazione, Avventura, Commedia, Family, Fantasy, Musicale
Regia:Chris Buck, Jennifer Lee
Attori:Serena Autieri, Idina Menzel, Kristen Bell, Serena Rossi, Enrico Brignano, Josh Gad, Paolo De Santis, Massimo Lopez
Durata:103 min
TRAMA:

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, il film d’animazione diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, vede Elsa, Anna, Kristoff, Olaf e Sven affrontare una nuova sfida che li metterà sulle tracce di un incredibile segreto da svelare. Sono trascorsi 3 anni dagli eventi di Frozen – Il Regno di Ghiaccio e Arendelle sembra aver ritrovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri, mentre Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore che tanto sognava. Tuttavia, la tranquillità del regno è destinata a essere turbata da una nuova minaccia proveniente dal passato. Mentre le due sorelle, Olaf, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando, Elsa viene improvvisamente distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta e che solo lei riesce a sentire. Decide di ritirarsi nella sua stanza per riposare, ma Anna, preoccupata per il suo strano comportamento, la raggiunge rassicurandola con la dolce ninna nanna che la madre, la regina Irada, cantava loro quando erano bambine.
Ma quella voce angelica che non smette di tormentarla, finisce per risvegliare in lei poteri legati ad alcuni spiriti incantati, gli stessi con cui suo padre si era confrontato molti anni prima durante una battaglia nella foresta. Quando tutti gli elementi (fuoco, acqua, vento e terra) si abbattono sulla città di Arendelle, Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord, verso un nuovo regno dove domina l’autunno, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile dono.

Per le voci italiane sono state confermate quelle del precedente film: Serena Autieri per Elsa, Serena Rossi per Anna, Enrico Brignano come Olaf e Paolo De Santis per il bel Kristoff.

RECENSIONE:

Quando il sequel supera l’originale. Visivamente sorprendente e impianto narrativo che scava in profondità: Elsa & Anna hanno già vinto la loro (nuova) sfida

La magia si ripete. Amplificandosi. Dopo sei anni da quello che si è rivelato essere il più grande successo animato di sempre (oltre 1,2 miliardi di dollari incassati nel mondo, sorpassati recentemente dalla versione CGI del Re leone – 1,6 miliardi -, operazione comunque imparagonabile), il sequel di Frozen supera l’originale – capace di aggiudicarsi due Oscar – con uno scarto che era difficilmente prevedibile.

Visivamente straordinario (con dei totali mozzafiato sulla vastità di ambientazioni autunnali ispirate tanto ai fiordi norvegesi quanto a distese e foreste finlandesi e islandesi), il film diretto ancora una volta da Jennifer Lee e Chris Buck ha la grandissima intelligenza di sapersi rivolgere direttamente (ma non solo) allo zoccolo duro degli spettatori che, a suo tempo, contribuirono a creare il fenomeno Elsa & Anna: le ragazzine che allora avevano 4-5-6 anni e che oggi ne hanno 9-10-11 ritrovano le loro principesse-sorelle-eroine chiamate ad un’avventura ben più complessa e impegnativa.

L’antefatto ci riporta a loro bambine, ad un racconto paterno e alla ninna nanna materna che le culla sulle note di una melodia (All is Found/Il Fiume del Passato) che canta di un fiume misterioso e lontano. Tornate al “presente”, ovvero qualche anno dopo gli eventi di Frozen, Elsa percepisce una voce che proviene da chissà dove e, nonostante cerchi di ignorarla, il richiamo è troppo forte.

Impossibile convincerla a desistere, la Regina di Arendelle capisce di doversi allontanare da casa per scoprire una verità nascosta sul suo passato.

Le risposte che cerca, però, metteranno in pericolo il suo regno: se in passato Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo grandi per essere accettati dal mondo, ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo.

I punti di forza “collaterali” del primo Frozen mantengono la propria identità (la potenza mimica della renna Sven, l’irresistibile tenerezza-comicità di Olaf, la goffaggine amorosa di Kristoff, che per tutto il racconto proverà a chiedere la mano di Anna tra mille impacci), con il legame sororale più saldo che mai, tanto che – ancora una volta – la caparbietà di Anna nel seguire Elsa sarà determinante.

Quello che sorprende davvero, però, è la naturalezza con cui impianto visivo e spessore narrativo riescano ad intrecciarsi: molte le sequenze capaci di rimanere impresse (si pensi alla sfida apparentemente improba tra Elsa e il mare oscuro in tempesta), altre supportate al solito da brani che diventeranno hit come accaduto in precedenza per Let it Go (All’alba sorgerò), stavolta accadrà senza meno per Into the Unknown (Nell’ignoto).

Come è indiscutibile l’attenzione riservata al percorso emotivo/di crescita in primis di Elsa, della stessa Anna e anche di Olaf, quest’ultimo impaurito dal fatto di dover diventare grande, ma capace di regalare le solite perle di divertimento genuino (quando fa la sintesi degli avvenimenti di tutto il primo Frozen è a dir poco geniale).

“… Il potere sta crescendo
non è semplice però
Se nel mondo immenso dell’ignoto andrò
forse scoprirò
quello che non so…”

Una nebbia oscura tiene in stallo la misteriosa foresta incantata – luogo che custodisce un popolo, i northuldri, e una verità dolorosa sul passato e sulle origini dei poteri di Elsa – ed è solamente provando ad attraversarla che sarà possibile farla diradare. Perché vedere le cose con chiarezza sarà indispensabile, non solo per capire chi sei e da dove provieni, ma anche per riparare torti mai sanati e garantire un futuro di pace e giustizia.

Femminista nel senso più nobile del termine e capace di parlare a tutti: ambientalista, educativo. E bello. Con sorpresa finale dopo i titoli di coda.

Valerio Sammarco